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Città di Vigone
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Cippo in ricordo dei dispersi di tutte le guerre
Relaziona il Sindaco in merito all’oggetto sostenendo che il sig. Suino Francesco, a nome dell’Associazione Nazionale Caduti senza Croce che si prefigge di fare in modo che nei Comuni dove ci sono stati dei militari dispersi nelle guerre venga eretto un cippo in loro ricordo, ha avanzato l’idea di erigere nell’area antistante il cimitero una tomba in ricordo di tutti i caduti dispersi;
L’Amministrazione, dopo aver sentito le associazioni combattentistiche che hanno aderito all’iniziativa, pur considerando che tale gesto è tardivo rispetto ai tempi della guerra andandosi ad erigere tale tomba a quasi sessant’anni dalla fine della guerra;
Ritenendo tuttavia lodevole ed opportuno tale erezione per ricordare doverosamente i dispersi di tutte le guerre che hanno sacrificato la loro giovane vita per la patria, al fine di fare in modo che i familiari dei dispersi possano disporre, sul territorio dove sono nati e dove hanno vissuto la loro breve vita, un luogo fisico che ricordi il loro sacrificio, che ne conservi la memoria e dia la possibilità ai familiari ed ai conoscenti di raccogliersi in meditazione e preghiera;
Ritenendo opportuno estendere il significato del gesto in memoria personale dei caduti, al ricordo delle tragedie generate da tutte le guerre e delle atrocità che sempre accompagnano questi eventi che purtroppo ancora oggi ci interessano dando origine, in diverse parti del mondo, ad immani tragedie umane, a morti e dispersi;
Considerato che sia oltremodo opportuno coinvolgere in questo atto di riflessione sulle atrocità della guerra le nuove generazioni, al fine di fare in modo che soprattutto loro lavorino per la Pace e che insieme si cerchi di eliminare le occasioni di guerra e di risolvere le controversie internazionali con gli strumenti della politica e non della violenza;
Prendendo atto che a tal fine questa Amministrazione ha coinvolto le Scuole dell’obbligo per fare in modo che i giovani che lo ritengono opportuno producano un loro elaborato sulla Pace (scritto o disegno), i migliori dei quali potrebbero essere, il 1° di novembre 2004, nell’occasione della inaugurazione del cippo, simbolicamente tumulati, nell’ urna della tomba, , insieme ai nomi dei dispersi, per essere conservati a testimonianza del pensiero di questo momento storico, insieme al messaggio dell’Amministrazione ed al nome di tutti i dispersi di Vigone e idealmente di tutti i dispersi di tutte le guerre del mondo;
Il Consigliere Dellacroce chiede se le lapidi dei 106 caduti di Vigone in guerra sono state ricollocate, dopo l’eliminazione del parco della rimembranza. Il Sindaco risponde affermativamente, precisando che la delibera proposta si rivolge a tutti i dispersi in guerre passate e in quelle, purtroppo ancora attuali ed in essere, a favore della pace.
Il Consigliere Restagno condivide l’assunto del Sindaco, auspicando che la popolazione partecipi alla posa del cippo, insieme alle scuole.
Il Consigliere Montu’ afferma che il significato simbolico dell’iniziativa proposta deve coinvolgere nel maggior modo possibile i giovani e gli studenti.
Il Consigliere Viotto concorda nell’iniziativa e non giudica l’opera, ma si augura che il cippo venga ricordato ed utilizzato anche nel futuro, dopo la cerimonia di inaugurazione, anche con una opportuna manutenzione da parte del Comune;
IL CONSIGLIO COMUNALE
Con votazione unanime favorevole, espressa per alzata di mano,
D E L I B E R A
Di erigere un cippo a ricordo dei dispersi di tutte le guerre nell’area antistante l’ingresso del cimitero, dando direttiva agli uffici di predisporre gli atti conseguenti ed opportuni per attuare in economia tale scelta politica dell’amministrazione .
Successivamente il Consiglio Comunale, su proposta del Presidente, con voti unanimi favorevoli, per l’urgenza di provvedere,
D E L I B E R A DI DICHIARARE
la presente deliberazione immediatamente eseguibile ai sensi dell’art. 134- IV comma, Dlgs. N. 267/2000.
Elenco dispersi vigonesi

ELENCO DISPERSI NELLE GUERRE: GUERRA D’AFRICA

TAVERNA Giuseppe, nato a Vigone l’8 marzo 1873, di Giovanni Battista e di Rasino Giovanna. Numero 3146 di matricola. Caporalmaggiore nel 43° Reggimento Fanteria. In Africa col 13° Battaglione Fanteria. IRREPERIBILE dopo il fatto d’armi d’Adua e quindi presunto morto il 1° marzo 1896. Morto il 1° marzo 1896 come da Verbali del 30 marzo 1897. GUERRA 1915/1918 Soldati dispersi o irreperibili nei fatti d’armi.

AICARDI Antonio, nato a Vigone il 10 febbraio 1892, di Francesco e di Galetto Domenica. Numero 19544 di matricola. Soldato nel 12° Reggimento Bersaglieri. DISPERSO nel combattimento di Monte San Michele il 14 agosto 1915. Rilasciata dichiarazione di irreperibilità il 23 dicembre 1916.

AINAUDI Pietro, nato a Vigone il 12 luglio 1880, di Antonio e di Marengo Maria Maddalena. Numero 4218 di matricola. Soldato nel 271° Fanteria (1° Battaglione). DISPERSO nel fatto d’armi della Bainsizza il 27 agosto 1917. Rilasciata dichiarazione di irreperibilità il 18 gennaio 1918.

DRUETTA Lorenzo, nato a Vigone il 23 febbraio 1888, di Bartolomeo e di Festa Maria. Numero 15311 di matricola. Soldato nel 92° Reggimento Fanteria. DISPERSO nel fatto d’armi di Monte Rotlier il 4 agosto 1915. Rilasciata dichiarazione di irreperibilità il 28 aprile 1921. - FERRERO Emanuele, nato a Vigone il 31 agosto 1895, di Zaverio Guglielmo e di Bessone Maria Elisabetta. Numero 91 di matricola. Soldato nel 19° Reggimento Fanteria. DISPERSO nel fatto d’armi avvenuto il 15 giugno 1918 a La Fossa. Rilasciata dichiarazione di irreperibilità dal 19° Fanteria in data 11 aprile 1924.

GALLO Mario, nato a Vigone il 19 febbraio 1896, di Cristoforo e di Gastaldi Caterina. Numero 2488 di matricola. Soldato nel 245° Reggimento Fanteria. DISPERSO in combattimento nel fatto d’armi avvenuto a Castagnevizza, come da dichiarazione di irreperibilità del Deposito del 29° Reggimento Fanteria del 4 settembre 1917.

GATTINO Gaetano Domenico, nato a Vigone il 9 luglio 1891, di Giovanni Battista e di Alberto Domenica. Numero 18360 di matricola. Soldato nel 3° Reggimento Alpini (Battaglione Pinerolo) DISPERSO nel fatto d ‘armi di Monte Vodice il 20 maggio 1917. Dichiarazione di irreperibilità il 15 agosto 1917.

GHIBERTO Giuseppe Francesco, nato a Vigone il 13 settembre 1888, di Antonio e di Bonifetto Margherita. Numero 10619 di matricola. Soldato nel 78° Reggimento Fanteria. DISPERSO nel fatto d’armi di Velik Kribak il 12 novembre 1916. Rilasciata dichiarazione di irreperibilità il 25 gennaio 1917.

DEFASSI Filippo nato a Volvera il 28 ottobre 1879, di Marcellino e di Rosso Catterina. Numero 3169 di matricola. Soldato nel 158° Reggimento Fanteria. CATTURATO PRIGIONIERO (manca la data) a Monte Fiore e internato a Miliwitz. Da ritenersi scomparso durante la prigionia.

TOLOSA Delfino Dionigi, nato a Vigone il 24 luglio 1895, di Domenico e di Reinaudo Antonia. Numero 729 di matricola. Soldato nel 77° Reggimento Fanteria. DISPERSO in combattimento sul Monte Spil nel dicembre 1917 - CRAVERO Giorgio, nato a Polonghera (CN) il 23 ottobre 1899, di Pietro e di Fileppo Maria Domenica. Soldato della Classe 1899. Numero 14033 di matricola. 2° Reggimento Bersaglieri. Presunto morto in Capo di prigionia nel 1918. GUERRA 1940/1945 Dispersi in guerra

ALLAIS Gabriele, nato a Barge il 3 ottobre 1918, di Giacomo e di Masera Anna. Numero 43758 (o 43768) di matricola. Sergente della Regia Marina. SCOMPARSO in mare dopo l’affondamento del Cacciatorpediniere “ASCARI” nelle acque della Tunisia il 24 marzo 1943.

CHIALE Carlo Giuseppe, nato a Vigone l’11 settembre 1921, di Giuseppe e di Lanti Angela Maria. Numero 4998 di matricola. Soldato nel 1° Reggimento Artiglieria Alpina (Gruppo Susa). DISPERSO in Balcania sotto la data del 6 settembre 1944. Verbale di irreperibilità rilasciato dal Distretto Militare di Pinerolo in data 12 maggio 1947. 

FESTA Giovanni, nato a Vigone l’8 maggio 1919, di Bartolomeo Giuseppe e di Usseglio-Grosso Maddalena. Numero 2549 di matricola. Soldato del 5° Reggimento Artiglieria. DISPERSO nel fatto d’armi durante la marcia di ripiegamento tra Vodiansokay e Vorosoroff (Russia) il 19 dicembre 1942. Rilasciata dichiarazione di irreperibilità dal Deposito del 5° Reggimento Artiglieria d’Armata il 25 aprile 1943.

MORARDO Antonio, nato a Vigone il 14 agosto 1913, di Antonio e di Bonetto Elisabetta. Numero 17776 di matricola. Soldato nel 3° Reggimento Alpini, Battaglione Pinerolo, indi nell’8° Alpini, Battaglione Tolmezzo. DISPERSO nel fatto d’armi di Ponte Dragoti (Fronte Greco-Albanese) il 5 marzo 1941. Rilasciata dichiarazione di irreperibilità dal Comando dell’8° Alpini, Udine, il 20 dicembre 1941.

PAUTASSO Francesco, nato a Vigone il 14 settembre 1921, di Giovanni Battista Michele e di Mainardi Maddalena Lucia. Numero 4994 di matricola. Soldato del 1° Reggimento Artiglieria Alpina (Gruppo Susa). DISPERSO in Croazia in seguito agli eventi bellici del settembre 1943. (Armistizio). Rilasciata dichiarazione di irreperibilità dal Comando del Distretto Militare di Pinerolo il 10 maggio 1947.

PEIRETTI Giovanni Battista, nato a Vigone il 27 maggio 1916, di Giacomo Antonio e di Sarà Angela. Numero 22571 di matricola. Caporalmaggiore del 63° Reggimento Fanteria; indi nel 152° Fanteria. DISPERSO in Grecia il 21 agosto 1943. Rilasciata dichiarazione di irreperibilità dal Distretto Militare di Pinerolo il 17 aprile 1947. 

ROMERO Francesco, nato a Vigone il 13 ottobre 1920, di Michele e di Camisassa Maria Margherita. Numero 3795 di matricola. Soldato nel 4° Reggimento Genio (9^ Compagnia Guastatori). DISPERSO in Russia il 15 novembre 1942. Rilasciata dichiarazione di irreperibilità dal Comando Distretto Militare di Pinerolo in data 4 settembre 1947.

TIBALDO Giovanni, nato a Vigone il 14 luglio 1923, di Alberto e di Baretta Maria. Marinaio Regia Marina. Compartimento Marittimo di Savona. SCOMPARSO in mare nel 1943. 

TUNINETTI Giuseppe, nato a Casalgrasso il 26 aprile 1919, di Filippo e di Ghione Maddalena. Numero 2052 di matricola. Soldato nel 3° Reggimento Alpini; indi nell’8° Alpini (Battaglione Gemona) Partito per la Russia col 28° Salmerie. DISPERSO nel fatto d’armi di Nikolaiewka il 26 gennaio 1943. Rilasciata dichiarazione di irreperibilità dal Comando Deposito dell’8° Reggimento Alpini il 28 maggio 1943.


Il discorso del Sindaco

Potrebbe sembrare tardivo che a Vigone, solo ora, a distanza di così tanto tempo dall’ultima grande guerra, ci si accorga della necessità di dare una tomba ai Dispersi, caduti in guerra; solo ora che le madri, i parenti e talvolta addirittura anche i loro figli sono morti. E’ sicuramente tardi costruire una tomba per assicurare a questi caduti un luogo per ricordarli e permettere ai loro familiari e a tutte le persone alle quali essi lasciarono un’eredità d’affetti, la possibilità materiale di depositare un fiore; un luogo dove si possono mantenere in vita, anche dopo la morte, gli affetti più cari.
Bisogna riconoscere che se questo modesto monumento che oggi noi inauguriamo venisse inteso solo come una tomba, pur ammettendo la validità, la dignità e la nobiltà del gesto che oggi noi compiamo nei confronti di Dispersi, caduti per la Patria dovremmo registrare che esso è tardivo, direi fuori tempo massimo. Erigendo questo cippo in onore e ricordo dei Dispersi di tutte le guerre vogliamo invece dare a queste pietre ed a questo nostro gesto, un significato ed un valore morale e civile più ampio ed esteso. I Dispersi sono uno delle conseguenze più infelici della guerra, sono i caduti più sfortunati e negletti, quelli che, perdendo la vita, lasciano i parenti non solo nella disperazione del distacco, ma anche nell’ impossibilità di avere una certezza sicura di morte e comunque un riferimento concreto alla loro disperazione.
I Dispersi sono i caduti di cui è sconosciuta la fine, quelli che hanno avuto la triste sorte di essere scomparsi senza che alcuno ne abbia raccolto le spoglie, abbia dato loro sepoltura, ne abbia testimoniato la morte. I dispersi sono caduti senza che una macchina fotografica o una cinepresa abbia immortalato le loro ultime gesta, senza che un cronista, ma neanche un qualunque testimone, ne possa confermare la dipartita. Essi sono scomparsi nell’incertezza del nulla. I Dispersi non sono soltanto i militari caduti in guerra, ma anche le vittime civili: penso ai caduti delle Torri Gemelle, ai tanti morti delle guerre civili africane di cui raramente parlano le televisioni ed i giornali, ma di cui sappiamo solo quello che ci dicono i missionari o le organizzazioni di volontariato.
Dispersi furono le vittime della bomba atomica ed anche alcuni cittadini vigonesi morti sul fronte Russo, in mare, o chissà dove, il cui nome verrà letto e murato in questa tomba. Non sappiamo nemmeno se i loro ultimi atti sono stati compiuti con coraggio o nella disperazione del pensiero dell’inutilità del sacrificio del bene più prezioso di cui disponevano: la loro vita. Alcuni sono sepolti nelle fosse comuni, altri giacciono in fondo al mare, altri, ancora, sono morti nei campi di prigionia, sono stati bruciati nei forni crematori o sotto le macerie delle bombe, le rovine delle mine antiuomo o di chissà quale altra disastrosa e più o meno atroce causa di morte, da qualche parte per il mondo.
I Dispersi sono dunque le vittime più sfortunate della guerra. Noi oggi ricordandoli dobbiamo ricordare la vera causa della loro morte che è la guerra. Questa tomba ci deve ricordare quindi, allo stesso tempo, il sacrificio di tutte le vittime delle guerre, il dolore di tutti i familiari delle vittime di tutte le guerre, qualunque sia l’origine ideologica della guerra che l’ ha originata: nazismo, stalinismo, imperialismo, razzismo, fascismo, o terrorismo. Mentre diamo sepoltura simbolicamente leggendo i nomi dei Dispersi di Vigone vogliamo estendere questi sentimenti di cordoglio a tutte le vittime di tutte le guerre e lo vogliamo fare non certo per gloriarci che questi fatti siano avvenuti ma, al contrario, con l’impegno di fare il possibile, pur nella consapevolezza dei nostri limiti, per eliminare le cause che stanno alla base delle guerre: l’egoismo e l’incomprensione delle genti su cui spesso cresce la spirale della violenza, della vendetta e dell’odio che è l’origine di tutte le guerre.
Con l’impegno di lavorare per rimuovere le cause che hanno generato questi sacrifici. Sono sinceramente orgoglioso di essere qui oggi a rappresentare un’Amministrazione Comunale che all’unanimità ha deliberato, in questo spirito di pace, di ricordare i morti di guerra, ma sono orgoglioso anche di rappresentare una città i cui giovani, con i loro insegnanti, hanno aderito ad un’iniziativa di questo genere accettando di dedicare un po’ del loro tempo scolastico per riflettere in questo senso.
Sono orgoglioso dei lavori che i ragazzi di Vigone hanno prodotto su questo tema. Alcuni di questi lavori saranno letti stamane, ma vi prego di leggerli tutti, verranno pubblicati sul sito del Comune, perché ne vale la pena. Credo davvero che i nostri figli, una volta tanto, ci hanno dato una lezione di vita. Se non vogliamo che anche loro debbano trovarsi un giorno su questa tomba a ricordare i dispersi di chissà quale altra guerra come fecero i nostri padri; se vogliamo che essi possano sperare di vivere in un mondo dove non ci siano più caduti, nè dispersi; in un mondo dove non ci siano più da costruire monumenti a chi ha dovuto sacrificare la vita, dobbiamo porci il problema di investire una parte delle nostre risorse materiali ed umane a favore di chi ha davvero bisogno, per rimuovere le cause delle profonde ingiustizie che oggi colpiscono il mondo.
Quello dello sviluppo è una strada lunga, ma forse si può percorrere senza neanche tante rinunce, semplicemente utilizzando il nostro ingegno, il nostro lavoro, le nostre strategie politiche. Pensando in grande, con coraggio, secondo nuovi schemi che non ricalchino soltanto quelli del potere ai potenti e la ricchezza ai ricchi. I
n un mondo che si sta complicando bisogna trovare dei nuovi schemi di ragionamento. Chissà che non possa essere proprio questa nuova strategia politica una grande opportunità per le civiltà occidentali, per superare la profonda crisi economica e di valori che sta impaurendo le genti e paralizzando i vertici. E’ un dovere delle popolazioni più ricche fermare la loro corsa all’opulenza, avviare lo sviluppo nei paesi poveri, per assicurare un minimo vitale a tutti. Non possiamo stare a guardare intanto che le popolazioni povere stanno morendo di fame, di stenti, di malattie, di genocidi.
Se non imboccheremo questa strada avremo ancora una volta perso un’occasione per progredire insieme agli altri, credendo che i nostri morti siano più importanti di quelli che ogni giorno avvengono in vari paesi del mondo, avremo perso un’occasione per mettere in pratica la possibilità di condividere con qualcun altro l’ eccezionale fortuna di essere nati in Europa, in quella parte del mondo sostanzialmente libero e democratico, le cui radici culturali cristiane ci hanno insegnato, o ci avrebbero dovuto insegnare, i valori della solidarietà, ma la cui civiltà oggi, nonostante qualche atto eroico, forse per paura, per mancanza di coraggio, sembra chiudersi, nell’incapacità di confrontarsi con i veri problemi del mondo.
Credo che solo in questo modo potremo davvero pensare che oggi, insieme a questo cippo, abbiamo intrapreso una strada nuova, ci siamo aperti ad una nuova speranza di vita, di lavoro e di progresso non solo per gli altri, ma anche per noi stessi, per essere utili, per ritrovare i valori, una ragione, un motivo di vita.

Poesie alunni Scuola Media - classe 2ª B

CONTRASTI
Io penso spesso alla guerra, la guerra è una pistola uccide e basta. La pace è una amicizia, cresce e non si ferma. La guerra è un coltello taglia e affetta, la pace è un ospedale, ti guarisce.

LA PACE ARRIVERA
La guerra è devastante Il dolore allucinante Chi è accomodante È proprio un ignorante La pace è come l’arcobaleno Rende il cielo bello e sereno Non si sa quando arriverà Ma quando verrà, La pace, Tutto il mondo guarirà.

LA PACE E LA GUERRA
Abbasso la guerra viva la pace; questo è il motto che più mi piace. Abbasso la guerra che con i bombardamenti non ci fanno vivere, ma essere scontenti. Se tu lo dici in tanti modi ti si allargano i polmoni pieni di forza e sicurezza che primo o poi ti porteranno alla salvezza.

LA PACE TRIONFERA’
UN GIORNO IL SOLE SI SPEGNERA’ MA MAGARI UN ALTRO COMPARIRA’ LA GUERRA E’ COSI’ PUO’ DURARE TANTISSIMI DI’ MA SE LA BATTAGLIA CESSERA’ LA PACE TRIONFERA’

L'AUTUNNO
Le cicale non cantano I grilli non saltano Le foglie marciscono I fiori appassiscono Sarà l’autunno O forse no Ma solo un fiore Dalla forte Fragranza terrà Accesa la speranza

QUI REGNA LA PACE
O soldato, tu che hai combattuto per la patria. Sappi che in quello che tua hai creduto noi ora crediamo. Vorremmo non ci fossero guerre, non ci fossero morti. Ci piacerebbe finalmente poter dire: QUI REGNA LA PACE

PAECE FOREVER
Peace Forever – è un detto pensato, ma non rispettato. Sono tutte parole al vento, oramai cancellate dal dolore della gente sofferente.

LA POESIA DELLA PACE
Vivi Feriti Felici Ridere Morti Tranquilla Fare in tutto il mondo la pace. Senza paura. Calma vedere, Correre guarire pregare.

QUESTO MI PIACE
Serenità, pace e allegria questo vorrei da parte mia . La guerra crea soltanto dolore e invece io vorrei solo amore . Un mondo migliore ma , senza quel bagliore , che distrugge la vita a noi tanto gradita . Un mondo sereno, con l’arcobaleno questo a me piace. VIVA LA PACE!

SOGNO
Sogno di Svegliarmi una mattina In un mondo pieno di felicità, tranquillità, e di Pace, Sogno di vivere In un mondo Senza guerre, morti, dolore Io voglio la Pace non la Guerr

UN RAGGIO DI LUCE IN UNA NOTTE BUIA
 Il male è una notte buia, un albero spoglio sfiorito, sbagliato e ingiusto. Il male è trafiggere un cuore buono, è infilzare una spina nella carne, nel cuore; è un cuore ammalato, un cuore disperato, infranto, senza amore. È una vita distrutta e rovinata. Il bene è pace e giustizia, sono colori puri e vivaci, è un albero con foglie e fiori, un fiore rinato, una rosa sbocciata e profumata. È un messaggio di pace e speranza; una giornata armoniosa, un giorno di sole e di pace, un cuore guarito e senza dolore. È una vita di pace benessere e amore!

VORREI UN MONDO DI PACE
Vorrei un mondo di Pace, vorrei una guerra che tace, vorrei che ogni bambino, al risveglio, ogni mattino, venisse ricoperto di sole, di gioia e non di dolore.

Poesie alunni Scuola Media - classe 3ª C

ANGELI PERSI
Ricordo quando sei partito Non avresti mai voluto lasciare quella mano Non avresti voluto lasciare il tuo campo di grano Ma una voce lontana chiamava e su quel treno sei salito Dove andavi esattamente non sapevi Quei nomi di paesi stranieri Non li avevi mai sentiti , non li conoscevi Portavi dentro di te il ricordo di ieri Com’ era nera e profumata quella terra Sembrava quella del tuo campo Ma ora correvi senza scampo Sopraffatto dalla guerra Il tuo grano è ormai maturo E lei sola in quella stanza Col suo amore duraturo Vive solo di speranza Se potesse sapere Avere un giorno una risposta Ma ormai la speranza è riposta Il dolore non può tacere Così siete voi dispersi come angeli senza ali di eserciti diversi ma nel cuore tutti uguali

Il FRASTUONO E LA QUIETE
La guerra è distruzione La gente innocente con animo ricco Cerca di scappare dal frastuono Nei loro occhi : illusione Nei loro cuori : dolore Corpo, mente , anima : l’amore Quiete , serenità , dolcezza : la pace Ecco un mondo migliore Che alla gente piace

LA DIFFERENZA
La guerra è distruzione Creata dalla disperazione. Ogni giorno si creano nuovi fiumi di lacrime Per gente colpevole e innocente La pace e armonia, non arriva mai alla fine. Ogni giorno il popolo freme

LA PACE
LA PACE è…. LA GUERRA è…. La pace È una luce immensa Che illumina i nostri pensieri La guerra È una nube oscura Che aiuterà solo a distruggere La guerra sta arrivando… La pace se ne stà andando…

PERCHE' QUESTO?
fumo nero, oscura quelle facce che ormai sono stanche, stanche di lottare e a gran voce: perché questo? Le divise sporche, consumate, di sangue, fango corpi esanimi a terra, fucili ancora caldi, perché questo? L’alba, il fumo ormai non c’è più un soldato si alza e piange, perché? Tutti gli uomini piangono.

UN FOGLIO BIANCO
foglio bianco può dire tutto, può fare tutto; può dimostrare agli uomini che la guerra porterà alla distruzione ed alla sofferenza Un foglio bianco è qualcosa di magico Che è nel cuore di ognuno di noi Un foglio bianco è dove potremo scrivere solo e solamente la Parola: pace!!! Ecco, è questo che vogliamo: la pace!!

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Provvedimento n.229 dell'8 maggio 2014 - pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 3 giugno 2014.

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