stemma della regione
      Regione Piemonte
Accedi ai servizi
logo del comune
Città di Vigone
Stai navigando in : Territorio > Volume ''I Fontanili di Vigone''
Volume ''I Fontanili di Vigone''
Volume realizzato dal Naturalista Paolo LO CONTE nella primavera del 2004 in collaborazione con il Comune di Vigone, della SCUOLA ELEMENTARE" di Vigone, della SCUOLA MEDIA "Locatelli" di Vigone ed il contributo della Provincia di Torino.
L’acqua: fattore di sviluppo e sorgente di vita

Prima di affrontare gli interessanti argomenti trattati in questa pubblicazione credo valga la pena capire il motivo per il quale, all’inizio del terzo millennio, nell’era dello sviluppo tecnologico avanzato, a Vigone, si è pensato di mettere mano ai fontanili, per ridare loro spazio e recuperarli alle antiche funzioni. Vale la pena anche chiarire che i promotori dell’iniziativa del loro recupero sono stati i ragazzi delle scuole elementari e medie, con i loro insegnanti, insieme ai pescatori ed a qualche amante della natura.
La richiesta del riutilizzo dei fontanili non è partita, infatti, come all’epoca degli scavi che hanno bonificato il nostro territorio, dalle necessità di sopravvivenza di popolazioni affamate, ma dallo studio dell’ambiente e dall’idea romantica, affascinante oltre ché scientifica, secondo la quale il nostro passato, la storia delle genti, le tradizioni popolari, anche se un po’ a brandelli, costituiscono la base d’interpretazione e lettura di situazioni attuali ben più complesse e talvolta incomprensibili.
C’è anche chi pensa che la conservazione del nostro paesaggio non è soltanto motivata da ragioni ambientali, educative e culturali, ma anche dalla necessità di creare qualche opportunità economica che emerge dalle contraddizioni e dalle ansie generate dalle società urbane postmoderne in cui si sente sempre più vivo il desiderio di tranquillità, la necessità di ritornare alle origini, di rivivere sensazioni naturali, essenziali e semplici proprie dei tempi della tradizione e del mito.
Nel momento in cui il consumismo, la globalizzazione, la cultura o l’incultura mediatica sembrano uniformare, sciogliere e macerare tutto, proprio come le acque di uno stagno dove la materia si trasforma, si dissolve e distrugge, assume dunque particolare importanza conservare le peculiarità territoriali che invece caratterizzano, diversificano, tipicizzano, arricchiscono ed abbelliscono le realtà locali.
Così le acque che sgorgano cristalline dal ventre delle nostre terre, che fluiscono lente nella pianura, che convergono attraverso mille rivoli nel canale Angiale, che formano lungo il loro percorso tante anse, meandri, buche, anfratti, specchi, che creano le condizioni per lo svilupparsi di una vegetazione ripariale che disegna lo sfondo paesaggistico di una storia antica, più unica che rara, non sono soltanto la sorgente di vita di una fauna ittica e non, di specie rare e comuni.
Esse formano, nel loro svilupparsi, un corridoio ecologico in mezzo alle coltivazioni; sono, da sempre, una ricchezza per l’agricoltura e possono diventare oggi un richiamo importante per una forma particolare di turismo naturalisitco. C’è e ci sarà sempre più chi apprezza questi posti, come c’è chi sa capire il valore di un centro storico antico, conservato bene, autentico, vero, o di una chiesa medioevale come S. Maria, la Sala dei Ricordi, la Biblioteca ed il Teatro.
C’è chi per visitare queste cose ritiene che valga la pena percorrere qualche chilometro o tanti chilometri e poi cercare un ristorante tipico, per passare qualche ora con la famiglia e con gli amici, cercare un negozietto sotto i portici, invece del solito supermercato.
Questo libro dunque, nato come una ricerca ambientale dei ragazzi delle scuole dell’obbligo, ci parla del nostro passato, di quello che il buon utilizzo dell’acqua ha rappresentato per lo sviluppo dell’agricoltura del nostro territorio, ma ci indica anche una strada da percorrere per il suo miglior utilizzo futuro. Esso racconta tuttavia per ora solo il primo capitolo di una bella storia che non può finire qui.
Un ringraziamento è dovuto alla Provincia di Torino che ha finanziato, insieme al Comune, i lavori, ma soprattutto va rivolto il nostro più vivo ringraziamento ai giovani che ci hanno aperto gli occhi, ai loro educatori, ai pescatori ed a tutti i volontari che hanno lavorato in quest’avventura di recupero materiale e culturale di una risorsa importante del nostro territorio. Ci auguriamo che questo percorso prosegua affinché la storia continui.
Il Sindaco Dino AMBROSIO

Le Risorgive e i Fontanili

L’Italia settentrionale è delimitata a nord e ad ovest dalla dorsale meridionale dell’arco alpino, a sud dalla dorsale settentrionale dell’arco appenninico e ad est dal Mare Adriatico; tra queste due catene montuose e il mare si estende la Pianura Padana.
La Pianura Padana è di origine alluvionale, ciò significa che il materiale litoide di cui è formata ha origine da massi, ghiaia, sabbia e limo che, nel corso dei millenni, sono stati trasportati a valle dai corsi d’acqua e dai ghiacciai provenienti dalle Alpi e dagli Appennini.
 I corsi d’acqua in particolare, scorrendo da monte verso valle per effetto della forza di gravità, acquistano energia che dissipano inizialmente erodendo il bacino imbrifero, secondariamente trasportando i materiali erosi ed infine, in assenza di energia, depositandoli. Il passaggio tra i vari momenti di questa attività dinamica, così come il loro svolgimento, avviene in maniera graduale.
La deposizione dei sedimenti inizia, a partire dalle zone prossime agli sbocchi vallivi, con i materiali litoidi di maggior peso e dimensione e prosegue gradatamente, verso la zona centrale della Pianura Padana, con quelli più leggeri e fini. Al decrescere del diametro dei sedimenti corrisponde una minore permeabilità al passaggio dell’acqua, per tale motivo le fasce più esterne dell’Alta Pianura Padana risultano maggiormente permeabili rispetto alle zone della Bassa Pianura, che costringono l’acqua presente nel sottosuolo a sgorgare in superficie.
Questi affioramenti prendono il nome di “risorgive” e sono disposti intorno all’asta principale del fiume Po formando una fascia di larghezza compresa tra i 2 e i 30 chilometri, conosciuta appunto come “fascia delle risorgive”. [center][img]font_01.jpg[/img] -
Esemplificazione stratigrafica del fenomeno delle risorgive - [img]font_02.jpg[/img] -
Ubicazione delle risorgive nell’Italia settentrionale.
 In origine questi luoghi apparivano come grossi acquitrini, ma ad iniziare dall’XI-XII secolo, ad opera di confraternite religiose, vennero bonificati al fine di ricavare maggior terreno da destinare all’agricoltura e all’allevamento.
La bonifica avvenne convogliando l’acqua di queste zone paludose in fossi appositamente realizzati, noti come “fontanili”. Questi corsi d’acqua semi-artificiali appaiono morfologicamente simili tra loro: è spesso possibile, infatti, individuare nella zona delle sorgenti una profonda buca circolare, chiamata “testa del fontanile”.
Qui, in passato, sono stati piantati numerosi tubi nel suolo, allo scopo di captare l’acqua della falda e favorirne l’affioramento in superficie.
Questi tubi (conosciuti come “Tubi Calandra”, in omaggio al suo inventore) sono di ferro, lunghi un paio di metri e con l’estremità alla base munita di numerosi fori: in questo modo l’acqua può facilmente penetrarvi all’interno e, risentendo unicamente della pressione atmosferica, risalire in superficie. Da qui le acque vengono fatte defluire in un canale principale, chiamato “asta del fontanile”, caratterizzato da una larghezza più modesta e costante e con sponde talvolta protette da fascine di legna o da muretti a secco. [center][img]font_03.jpg[/img] [img]font_04.jpg[/img] -
Esempio di una testa di fontanile.
 L’acqua di risorgiva ha una temperatura pressoché costante per tutto l’arco dell’anno, compresa tra 8 e 12 °C, almeno nelle zone prossime alle sorgenti. Anche la portata idrica non subisce forti variazioni, tipiche invece dei torrenti montani e l’acqua, perciò, risulta solitamente limpida. L’ecosistema che viene a crearsi è di enorme valore naturalistico ed ecologico: in particolare oggi che la pianura Padana appare totalmente antropizzata, questo ambiente costituisce rifugio per numerose specie animali e vegetali, che, proprio qui, possono ancora sopravvivere e riprodursi.
Non va inoltre dimenticato il grosso valore storico e culturale di questi corsi d’acqua: poiché hanno influenzato enormemente, almeno in passato, lo sviluppo urbanistico e paesaggistico del territorio. Per i motivi sopra esposti la loro tutela ed il loro recupero si dimostrano di estrema importanza.

>


La risorgiva Angiale

In provincia di Torino, nella porzione meridionale del territorio del comune di Vigone, scorre una risorgiva chiamata “Angiale”.
Essa ha origine dalla confluenza di numerosi fontanili, tra cui i più importanti per portata d’acqua sono: il Santa Maria ed il Biarone. Il fontanile Santa Maria ha origine in località Tampo, a circa 264 m s.l.m., durante il suo percorso attraversa un antico mulino, conosciuto come mulino Martinetto; le sue sponde sono ricoperte da una folta vegetazione, costituita prevalentemente da: robinie, frassini, pioppi e ontani.
Il fontanile Biarone ha origine in località Roggere, a circa 263 m s.l.m. ed anche le sue acque venivano, un tempo, utilizzate per il funzionamento di un mulino, tuttora presente, in località Ressia.
In prossimità delle sorgenti di entrambi i fontanili sono visibili alcune caratteristiche buche di forma rettangolare (chiamate dialettalmente “nasur”), alcune delle quali non ancora interrate, che un tempo venivano utilizzate per la macerazione della canapa. Immediatamente a valle del Mulino Ressia si ha l’unione dei due corsi d’acqua, con relativa origine della bealera Angiale.
Da qui essa si snoda per la campagna, attraversando i territori dei comuni di Vigone, Pancalieri, Osasio e Carignano, dove confluisce definitivamente nelle acque del fiume Po.

La Flora

Le particolari caratteristiche dell’acqua di risorgiva (elevata trasparenza, portata idrica regolare e temperatura costante per gran parte dell’anno) consentono lo sviluppo di una rigogliosa vegetazione anche all’interno del corso d’acqua.
Queste piante erbacee, indicate genericamente con il termine di “idrofite”, sono rappresentate da un gran numero di specie e la presenza dell’una o dell’altra è in relazione al grado di interramento in cui la risorgiva si trova.
 Il progressivo e naturale accumulo di materiale proveniente dai terreni limitrofi e dagli stessi processi di decomposizione biologica influenza, infatti, in maniera determinante le caratteristiche di questi ambienti e, di conseguenza, la vegetazione presente. Da ciò ne deriva che le periodiche operazioni di pulizia, effettuate con mezzi meccanici ed eseguite allo scopo di evitare l’impaludamento del corso d’acqua, se da un lato hanno la tendenza a ripercuotersi negativamente sulla fauna, per contro tendono a mantenere “giovane” il fontanile e quindi stabile, almeno nel lungo periodo, la varietà di specie vegetali.
Tra queste le più rappresentative sono sicuramente il crescione ed il sedano d’acqua, in grado di creare vere e proprie distese nelle teste dei fontanili, il ranuncolo d’acqua e l’erba gamberaia, che ondeggiano nelle zone a maggior corrente, e la lenticchia d’acqua, capace di coprire completamente la superficie dei tratti più calmi. Infine, lungo le sponde e rispetto alla campagna circostante, fortemente coltivata a mais, è ancora visibile una fitta vegetazione riparia.
Tra le specie arboree più comuni si trovano: la robinia, di origine americana, l’ontano nero, il salice, il pioppo, sia nelle varietà ibride che in quella originaria bianca, il ciliegio selvatico, il frassino e qualche rara farnia.
Sotto questi, nella consueta distribuzione a strati verticali, è poi possibile ritrovare alcune specie arbustive, tra cui: il sambuco, il biancospino ed il nocciolo. Infine, una ricca varietà di specie erbacee chiudono la fascia vegetazionale, fra cui le più comuni sono: la viola, la primula, la coda cavallina, la dulcamara, il rovo e la rosa canina.

Documenti allegati:
Robinia
Ontano Nero
Farnia
Salice Ripaiolo
Sambuco Nero
Biancospino
Crescione d’Acqua
Erba Gamberaia
Sedano d’Acqua


La Fauna

L’ambiente di risorgiva ospita numerose specie animali: alcune indissolubilmente legate all’elemento liquido (pesci, anfibi ed invertebrati acquatici) ed altre presenti a seguito della rigogliosa vegetazione riparia, che offre loro il necessario cibo e rifugio.
Per quanto riguarda la fauna acquatica, questa è prevalentemente costituita da Invertebrati, quali: Crostacei (Gammaridi e Asellidi), Insetti (Tricotteri, Eterotteri, Efemerotteri, Ditteri, ecc..), Oligocheti, Irudinei e Gasteropodi, presenti in abbondanza tra le idrofite che ricoprono il fondo.
Relativamente ai Vertebrati, la specie sicuramente più rappresentativa è la lampreda padana. Questo misterioso animale, un tempo molto abbondante ed attivamente ricercato per la bontà delle sue carni, risulta oggigiorno in continua rarefazione, a causa della progressiva alterazione dei corsi d’acqua, e trova in alcuni fontanili di Vigone uno dei pochi siti ancora idonei alla sua sopravvivenza.
L’eccellente qualità di queste acque consente, inoltre, la vita a numerose specie di Pesci, tra cui: la trota fario, qui presente a seguito delle immissioni effettuate per l’attività di pesca, la trota marmorata, un tempo estremamente più abbondante, il luccio, che trova in questi ambienti le condizioni ideali per la sua riproduzione, il vairone e lo scazzone.
Tra gli anfibi: il rospo comune e la rana verde risultano i più comuni, ma sono tuttavia presenti anche il rospo smeraldino e la rana agile. Inoltre, nascosti tra la fitta vegetazione riparia, vivono numerose specie di uccelli come: il germano reale, l’airone cenerino, la gallinella d’acqua, il merlo, la cinciallegra, lo scricciolo, il picchio verde, il picchio rosso, il gheppio, la poiana, lo sparviero, la cornacchia grigia, la gazza e la ghiandaia.
Tra i mammiferi, oltre alle arvicole e ai topolini di campagna, trovano qui rifugio: lo scoiattolo grigio, importato dall’America settentrionale, lo scoiattolo rosso, ancora presente nei boschi vicino alle Roggere, la faina, la donnola, la lepre, la minilepre, il topo quercino, la volpe, il tasso e, nel periodo invernale, anche il cinghiale.

Documenti allegati:
Gambero d'acqua dolce
Lampreda padana
Scazzone
Luccio
Trota marmorata
Rana comune
Gallinella d'acqua
Germano reale
Airone cenerino
Gheppio


Il progetto di recupero dei fontanili

Negl’ultimi decenni l’agricoltura è cambiata enormemente, ciò ha portato, tra le altre cose, a non realizzare più alcune operazioni che si rivelavano indispensabili per il buon funzionamento dei fontanili.
Come precedentemente accennato, infatti, la risorgiva Angiale ed i relativi fontanili, così come noi ora li possiamo vedere, sono da considerare corsi d’acqua pseudo-artificiali e, in assenza di una continua manutenzione, essi tendono ad un progressivo interramento e conseguente ritorno all’originario stato di acquitrino. Per questi motivi e consapevoli dell’elevato valore naturalistico e storico di tali ambienti, la Provincia di Torino ed il Comune di Vigone hanno avviato, a partire dal 2003, un progetto mirato al loro recupero e alla loro tutela. Punti fondamentali di questa operazione sono stati:
- ripristino dei fontanili;
- acquisto di alcune zone di particolare rilevanza naturalistica e piantumazione di specie arboree, arbustive ed erbacee autoctone;
- sensibilizzazione e coinvolgimento nel progetto degli alunni delle scuole elementare e media di Vigone;
- studio biologico sulla lampreda padana.
Il ripristino dei fontanili è avvenuto allo scopo di garantire una ragionevole portata idrica anche durante i periodi di magra, tale operazione è stata condotta dalla locale Associazione di Pescatori “La Vigoneisa”, in collaborazione con il Club Italiano di Pesca a Mosca. Per riuscire nell’operazione questo gruppo di volontari si è visto impegnato nel ritrovare i tubi da cui un tempo scaturiva l’acqua, riportarli alla luce (qualora fossero completamente interrati), ripulirli e, talvolta, addirittura sostituirli. Così facendo, molte sorgenti, ormai da anni completamente asciutte, hanno riniziato a sgorgare acqua, permettendo di riottenere una discreta portata nella risorgiva Angiale.
Parallelamente a ciò, il progetto ha previsto l’acquisto di due appezzamenti di terreno, uno il località Ulè e l’altro in località Bozzalla, e l’affitto per dieci anni di una terza area, di proprietà del comune di Carignano, in località Roggere. In queste zone sono stati effettuati alcuni interventi di rinaturalizzazione, mediante piantumazione di essenze arboree, arbustive ed erbacee autoctone; consentendo, in tal modo, il ritorno, nel breve periodo, di numerosi animali selvatici, che proprio qui troveranno il necessario cibo e rifugio per sopravvivere. Affinché l’operazione avesse un senso anche dal punto di vista didattico ed educativo, parte della progettazione e della piantumazione sono avvenute con la collaborazione degli alunni di V elementare.
Successivamente, come ogni anno sono stati effettuati alcuni interventi di ripopolamento nei confronti della fauna ittica. Detta attività viene svolta utilizzando giovani avannotti di trota fario e di trota marmorata, che, prelevati presso l’Incuatoio di Valle di Luserna San Giovanni, vengono immessi dai pescatori vigonesi nei “loro” fontanili. Anche quest’anno è avvenuta la medesima attività, ma gli operatori sono stati gli alunni di I e II elementare, che si sono dimostrati particolarmente entusiasti a collaborare.
Inoltre, con la piena collaborazione degli studenti di I media si sono censite le principali specie faunistiche e floristiche presenti nei fontanili Santa Maria e Biarone. I risultati ottenuti sono stati, in un secondo tempo, utilizzati dagli studenti di III e IV elementare per effettuare le ricerche e le rappresentazioni riportate su questo opuscolo.
Infine, in virtù dell’elevato valore naturalistico e culturale della lampreda padana, almeno per i comuni di Cercenasco, Vigone e Villafranca, è stata condotta una ricerca su alcuni aspetti della biologia riproduttiva e dell’alimentazione di questo misterioso animale. In particolare, è stata tentata, con esito positivo, la riproduzione in cattività di questo animale e le giovani larve, così ottenute, sono state utilizzate per il ripopolamento del fontanile Biarone. Qui, infatti, da una precedente indagine, la lampreda padana era risultata assente a causa di ripetuti eventi di asciutta totale verificatisi nel corso degli ultimi anni e dalla presenza di un notevole salto d’acqua che ne impedirebbe la risalita da valle.
E’ possibile quindi, in conclusione, evidenziare la grande valenza naturalistica ed ecologica di un tale progetto ed è auspicabile che iniziative del genere possano avere un seguito, sia con l’acquisto ed il rimboschimento di ulteriori appezzamenti di terreno, sia nelle menti dei più giovani.

Credits

2004 - Comune di Vigone Realizzato da: Paolo LO CONTE - Naturalista In collaborazione con:

SCUOLA ELEMENTARE

I A = Benedetto I, Bertero S, Bisceglie D, Bonino A, Carta A, Cirillo F, D’Amora, M, Druetta M, Ferrarese M, Galliano Y, Girardi F, La Gamba M, Luongo A, Luongo E, Mancini V, Mercadante A, Mignolo S, Pascariello A, Rollè D, Vigoni M, Vottero M. Prof.sse = Gonella, Boretto.

I B = Bartolotta S, Bernardin L, Bianchi I, Bosticco E, Calliano M, Dellacroce A, Ferrero F, Ferrero L, Gagliano A, Gamba M, Garis M, Lanza E, Manero L, Mizzon M, Mua M, Nicola G, Pellegrino G, Pugliese G, Rossetto D, Sito M, Turaglio A. Prof.sse = Cordero, Scarafia.

II A = Agati V, Allasia N, Allasia P, Atzori A, Beltrametti L, Bergero R, Bertolotto D, Bosio E, Buchicchio A, Cantarella A, Cappa S, Corona S, Di Blasi D, Fauda A, Fontana F, Fontana S, Lezzi E, Marzano A, Mascelli R, Nemini B, Oggero G, Paschetta E, Ponzone L, Uberto G. Prof.sse = Ghiano, Peretti.

II B = Angius C, Barbero D, Barra M, Bertolotto L, Bogiatto A, Boretto C, Bunino C, Ferrante G, Galfione E, Grosso V, Guercio G, Maestro S, Medda R, Miretti G, Nicolino M, Panico F, Peretto N, Ponso C, Ragusa M, Rivoira G, Sarà M, Vaglienti U, Vottero F. Prof.sse = Manfredi, Valinotto.

III A = Acerbi A, Avaro G, Baudi G, Bertinetto R, Bertone I, Bordese B, Bozzolasco S, Da Silva Costa J, D’Amario M, Forestiero R, Gamba E, Leorato A, Manavella V, Martino F, Mellica G, Panico A, Peretti C, Re E, Re M, Rusconi S, Vaira G. Prof.sse = Rolfo, Viotto.

III B = Alù A, Avalle V, Bello B, Bellone G, Bernardini A, Bertola C, Capello A, Druetta F, Ferrero S, Fiorindo S, Gallace G, Giardo S, Lampis A, Luongo D, Mignolo S, Ponzio E, Riola G, Rosso E, Samà N, Viotto L. Prof.sse = Barale, Cena.

IV A = Abrate M, Albertengo M, Benossa G, Brazzelli A, Corbo A, Di Cicco G, Fiore C, Giannuzzi V, Girardi M, La Gamba M, Lorenzone M, Mancini F, Milovanovic C, Mua F, Nicola G, Pascariello F, Rapillo A, Reggio G, Restagno J, Solera M, Uberto A, Valinotti G. Prof.sse = Capello, Druetta.

IV B = Aiassa M, Ambrosio L, Audisio S, Bernardini L, Bossolasco M, Caffaro S, Catania J, Dellacroce V, Gatti E, Ghiano M, Gili M, Lanza R, Mainero B, Manero C, Olivo S, Panico F. Prof.sse = Bonansea, Quaranta.

V A = Barra D, Barra J, Bergantin A, Bessone A, Carrozza M, Cristaldi M, Dattila F, Ferrante U, Frau G, Gallace A, Gallino A, Mascelli M, Mulas A, Peiretti S, Pugliese F, Sartore M, Sola S, Strobbia A, Truccone V, Zilio A. Prof.sse = Viotto C, Barale S.

V B = Bertinetto E, Bonifetto S, Bonino F, Bordese M, Bosio F, Carta S, De Nittis S, Druetta A, Falcone A, Ferrero C, Gagliano S, Manganaro C, Mellica J, Mizzon F, Pagano V, Peretto A, Petrino A, Ripa D, Vullo V. Prof.sse = Strepetti, Mirafiore.


SCUOLA MEDIA “Locatelli”

I A = Alpe J, Besliu L, Cappa A, Cappa M, D’Alù V, Elia F, Ferrero I, Ferrero S, Garis S, Ghiano P, Maresca M, Medda A, Mulas J, Noce A, Pagliaro A, Puleo S, Tourbin I. Prof. ssa = Ferrero.

I B = Aloi E, Aramu G, Bessone D, Capello M, Casale D, Druetta A, Galfione D, Mangano E, Martella D, Muller D, Pagano M, Peretto M, Reggio M, Vaglienti C, Vaglienti M, Valfusi M, Villano S. Prof.ssa = Vignetta.

I C = Besliu R, Boretto C, Cappa M, Castellino G, Cataffio F, Cogerino S, Falcetti L, Gabello A, Galota D, Gentilini M, Ghinaudo R, Iosa M, La Rosa F, Mazza F, Miretti N, Musiu V, Oramas Morales Y, Segura Perez V, Vaglienti G, Ventrella A. Prof = Sechi.

Progetto realizzato con il contributo della Provincia di Torino.

   Il Territorio
Città di Vigone - Piazza Palazzo Civico, 18 - 10067 Vigone (TO)
  Tel: 011.98.04.269   Fax: 011.980.27.24
  Codice Fiscale: 85003470011   Partita IVA: 04004340016
  P.E.C.: comunevigone@postecert.it   Email: segreteria@comune.vigone.to.it
Utilizzando questo sito accetti l’uso di cookie al solo fine di monitorare le attività del visitatore e poter migliorare i contenuti e l'accessibilità del sito stesso.    Approfondisciaccetto
accetto
Utilizzo dei COOKIES
Nessun dato personale degli utenti viene di proposito acquisito dal sito. Non viene fatto uso di cookies per la trasmissione di informazioni di carattere personale, né sono utilizzati cookies persistenti di alcun tipo, ovvero sistemi per il tracciamento degli utenti. L'uso di cookies di sessione (che non vengono memorizzati in modo persistente sul computer dell'utente e scompaiono, lato client, con la chiusura del browser di navigazione) è strettamente limitato alla trasmissione di identificativi di sessione (costituiti da numeri casuali generati dal server) necessari per consentire l'esplorazione sicura ed efficiente del sito, evitando il ricorso ad altre tecniche informatiche potenzialmente pregiudizievoli per la riservatezza della navigazione degli utenti, e non consente l'acquisizione di dati personali identificativi dell'utente.
L'utilizzo di cookies permanenti è strettamente limitato all'acquisizione di dati statistici relativi all'accesso al sito e/o per mantenere le preferenze dell’utente (lingua, layout, etc.). L'eventuale disabilitazione dei cookies sulla postazione utente non influenza l'interazione con il sito.
Per saperne di più accedi alla pagina dedicata

Individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei cookie.
Provvedimento n.229 dell'8 maggio 2014 - pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 3 giugno 2014.

Consulta il testo del provvedimento